GLI AFFRESCHI

All'ingresso, sulla sinistra, si trova raffigurato San Neofito XII sec., primo vescovo di Lentini sopravvissuto alle persecuzioni cristiane. Sull'altare dentro la calotta absidale è raffigurato un Cristo Pantocratore datato al XII secolo; a sinistra dell'altare si trova una Crocifissione (XII sec.) da cui il nome della grotta. La parete nord dell'oratorio è caratterizzata da una serie di pannelli con tema Mariano, che attestano il culto della Madonna a cui era probabilmente dedicata la chiesa in origine. Gli affreschi mostrano tre strati sovrapposti, con motivi iconografici spesso identici, ma realizzati in epoche diverse; come attestano le lacune degli ultimi e penultimi strati degli affreschi. La datazione anche per questo ciclo oscilla dal XII al XV secolo. Gli affreschi che proseguivano sulla parete del vano ovest, ormai spoglio, raffiguravano un Santo Vescovo, Santi anonimi e una Deposizione sulla parete di fondo, risalente quest'ultima al XV sec., oggi esposto al Museo Archeologico di Lentini.

La parete a sinistra dell'ingresso, anch'essa con più strati affrescati, presenta lacerti raffiguranti Santa Chiara, San Pietro (XIV sec.) e San Calogero (XVII sec.) sull'ultimo strato. Gli affreschi sottostanti, oggi ormai sempre meno visibili per via delle patine saline presenti, riportano a destra in alto una Annunciazione e sotto scene di un Giudizio universale; la raffigurazione di sinistra non è mai stata identificata. Gli affreschi dell'intradosso laterale che separa gli ultimi due ambienti in fondo alla grotta, raffigurano una teoria di Santi: Santa Elisabetta, Mater Domini, San Leonardo, San Giovanni Battista e Santo Vescovo (forse San Nicola). Datati al XIII secolo, presentano uno strato sottostante con lo stesso tema iconografico solo gli ultimi due Santi.

Nella parete di fronte alla porta di ingresso, nell'ambulacro, presenta due santi dalle dalle grandi proporzioni raffiguranti S.Cristoforo e Cristo.

Santo Vescovo e Vergine col Bambino

Entrando dalla porta d'accesso è possibile ammirare sulla sinistra, nell'ingresso al Nartex, un santo vescovo (probabilmente S.Neofito) che indossa una veste rossa, mitra non cuspidata, pallio che si incrocia sul petto. Mentre difronte è ben visibile, sulla parete che divide il secretarium dall'ambulacro, una Madonna con bambino il cui volto purtroppo è andato perduto nel corso degli ultimi decenni. Seduta su una struttura a parallelepipedo, indossa un vestito rosso che termina in un orlo sinuoso e decorato color ocra ed un mantello blu, con  Gesù bambino nudo seduto sulle gambe, tiene il braccio destro sospeso forse in un gesto di benedizione.  Sulla destra è presente un altra figura di cui sono ben riconoscibili le mani che sembrano sorreggere qualcosa.

Cristo Pantocratore

Affresco datato al XII sec. d.C., all'interno della nicchia absidale, Cristo è assiso in trono nell'atto di benedire con la mano destra e con la sinistra sorregge il testo delle sacre scritture riccamente decorato. Vestito di rosso, a simboleggiare la passione e la vita terrena, e il manto azzurro la vita spirituale, è inserito all'interno di una mandorla adornata da uno sfondo bianco costellato da stelle rosse che simboleggiano la volta celeste e sorretto da due coppie di angeli. Ai lati del Cristo è possibile leggere il cristogramma greco IC XC (acronimo di Gesù Cristo).

La crocifissione

Affrescata sulla parete su cui si trova il catino absidale con altare, la crocifissione è in pessimo stato di conservazione, non è semplice identificarne le figure rappresentate e ad esso si deve il nome della grotta. Certamente ben visibile è il volto di una donna nimbata con veste rossa e  con un velo azzurro che non può non essere la Vergine Maria ai piedi della croce, il volto di Cristo ed altre figure nimbate di cui non si sa nulla. 

Il culto mariano

Originariamente la grotta del Crocifisso era dedicata a Maria e gli affreschi rappresentavano diversi momenti importanti della vita della Vergine. Nel ciclo completo sono raffigurati in successione 5 soggetti: Polittico Mariano, Mater Domini, Madonna con bambino, soggetto mariano poco comprensibile per questioni di degrado e Madonna che allatta. Attualmente il ciclo non gode di un ottimo stato di conservazione e molti dei soggetti non sono più facilmente leggibili. La Madonna che allatta (XV sec.) è uno degli affreschi in cui si sono salvati i tratti somatici dei personaggi e buona parte della composizione è leggibile seppur frammentaria. La scena è rappresentata all'interno di una doppia cornice rossa e gialla: la madonna, intenta ad allattare, è raffigurata per intero, di ¾ seduta mentre regge con entrambe le mani il bambino. La madonna indossa il tipico mantello blu e la veste rossa, mentre la veste del bambino risulta poco chiara per la probabile alterazione cromatica del pigmento originale. Dietro le figure, ad ornare la scena, si staglia un morbido panneggio bianco stellato rosso che occulta in parte uno sfondo blu. 

La deposizione

Questo affresco è stato staccato nei primi anni del 2000, decontestualizzato ed esposto al Museo Archeologico Regionale di Lentini. Fu dipinto nella parete di fondo del secretarium di fronte alla crocifissione.

Parete sinistra dell'oratorium populi: Teoria dei Santi

In questa parete è possibile riconoscere una Santa monaca, S. Pietro, S. Calogero, un Santo anonimo e porzioni di affresco raffiguranti un santo con armatura su un cavallo bianco.

La Santa monaca, probabilmente  Santa Chiara è avvolta da un velo bianco che si estende fino alle spalle coprendo completamente i capelli. La santa è vestita con un saio nero interrotto a metà busto. Purtroppo il viso negli ultimi 20 anni è andato perduto. Per quanto riguarda S.Pietro, molte parti tra cui il viso sono andate perdute negli ultimi anni, ma ancora è possibile riconoscere la traccia di alcune lettere appartenenti alla scritta onomastica S. Petrus.


La parete destra dell'ambulacro

Affresco datato al XIII sec. d.C. fu parzialmente distrutto durante una delle ultime fasi di ampliamento della grotta. Ogni Santo, che presenta ai lati il corrispettivo acronimo, è raffigurato all'interno di un pannello incorniciato da una fascia rossa. Solo gli ultimi due Santi a destra presentano uno strato di affreschi sottostante antecedente, che raffigurano lo stesso tema iconografico.

Sulla sinistra si può ammirare Santa Elisabetta con i palmi delle mani rivolti verso l'osservatore in atteggiamento orante. Indossa un vestito rosso-bruno diffusamente lumeggiato di bianco ed un velo dello stesso colore le copre il capo ed i capelli, arricchiti entrambi da decori bianchi a perle o linee. Ai lati della santa la caratteristica scritta onomastica: SCA HELISABETH.

La madonna con bambino indossa un abito rosso e velo e tiene poggiato sul suo grembo il bambino in posizione frontale. Il bambino dalla folta chioma ha un nimbo crucifero di color ocra con croce decorata, mentre l'aureola della madonna è di colore ocra nettamente delineata da una linea di colore nero.

A destra della madonna, San Leonardo la cui scritta onomastica riportata è S. Leonardus. Indossa una veste con cappuccio rossa con maniche di colore bruno lumeggiato di bianco, ha la mano destra benedicente e con la sinistra tiene una catena, tipico attributo iconografico.

A seguire, San Giovanni Battista dalla figura rude e villoso, dai capelli e barba incolta. L'abito che indossa copre soltanto la parte destra del suo corpo e al di sotto del bacino, di colore bruno-ocra diviene di colore rosso nella parte interna. La mano destra è accostata al petto scarno, mentre la mano sinistra sorregge una pergamena, caratteristica iconografica del santo, dove si fa riferimento all'Agnello di Dio, colui che toglie i peccati del mondo. La scritta onomastica invece riportata è S. Iohs Batista.

All'altezza dell'aureola superiore e nella parte inferiore è possibile ammirare l'affresco antecedente che riporta la stesso santo ma con proporzioni differenti.

L'ultimo vescovo sulla destra è un Santo Vescovo di cui non è possibile leggere la scritta onomastica. L'iconografia farebbe pensare a S.Nicola: stempiato, con capelli bianchi e barba con baffi dello stesso colore. Una veste di colore rosso riccamente decorata con decori circolari impreziositi da perle bianche, il caratteristico pallio bianco con croci nere, la mano destra benedicente e la sinistra che regge il libro delle sacre scritture. Anche qui è possibile vedere alcuni frammenti di affresco antecedenti, infatti è possibile vedere una parte del viso del santo, il libro delle sacre scritture ed il manto.

La teoria dei Santi è attualmente in restauro

Cristo e San Cristoforo

Nella parte occidentale, difronte l'ingresso, un affresco dalle grandi proporzioni rappresenta S. Cristoforo e il Cristo. Il primo (XV sec.) regge sulla spalla destra Gesù bambino, dal nimbo crucifero, con la mano destra un esile bastone e con la sinistra una pergamena che riporta con certezza la scritta onomastica del santo, mentre le restanti lettere non sono più del tutto riconoscibili. Indossa una veste drappeggiata di colore blu, dai ricchi decori nelle maniche e sul fondo, ed un mantello di colore rosso che copre la parte sinistra del corpo. Sul fondo del pannello sono ben visibili pesci di colore blu e rosso legati all'iconografia del santo stesso, rappresentato con i piedi immersi in un fiume.

Invece il Cristo, riconoscibile per l'aureola crucifera, indossa un abito di colore rosso coperto da un mantello di colore grigio sulle spalle e rosso-arancio nelle restanti parti e dei sandali di cuoio. Inserito all'interno di una nicchia architettonica regge con la mano destra un libro nero e con la sinistra un lungo pastorale.