Storia della Grotta

Il complesso delle grotte, ricavate ai lati delle colline del lentinese, era già in uso durante l'epoca preistorica ed utilizzato per svariate funzioni: luogo di culto, abitazione familiare, tombe, oratori, cenobi, eremi, ossari. Inizialmente grotte carsiche naturali, poco profonde, di calcarenite organogena, poi vere e proprie strutture scavate nella roccia con il mutare dell'uso. 

La Chiesa Rupestre del Crocifisso, utilizzata anche in epoca greca, poi nel periodo arabo e normanno, ha subito diverse trasformazioni legate alle necessità dei diversi momenti storici. Oltre a luogo di culto e di vita monacale, dedicato alla Vergine Maria, racconta nove secoli di storia, dove persecuzioni e guerre hanno spinto molti fedeli a rifugiarvisi; ma anche narra del rispetto e della tradizione per i defunti.

Tra il X e il XII secolo era probabilmente costituita solo da un ambiente quadrato, secondo lo schema delle chiese arabe: l'oratorium populi dove si svolgevano le funzioni religiose era costituito da un altare scavato nella roccia rivolto ad est, subito a destra dell'ingresso, e due appendici sul lato ovest (secretarium). La chiesa, oltre a luogo di culto e di pellegrinaggio, divenne anche luogo di sepoltura. 

Al XV secolo risalirebbe il secondo vano quadrato (Narthex) realizzato più a sud del primo, con ingresso indipendente (oggi divenuta finestra), che presentava due camere adibite alla deposizione dei defunti. Un ambulacro metteva in comunicazione i due ambienti all'interno. 

Dopo il 1693 fu realizzato un convento di eremiti laici sopra il bancone roccioso della chiesa. A questo periodo dovrebbero risalire l'ampliamento dei vani a ovest e dell'ultimo ambiente con l'apertura degli archi e la realizzazione degli ipogei: il primo al disotto del narthex, il secondo nell'ultimo vano in fondo a sud-ovest. Scavati nella roccia, gli ipogei presentano i sedili con colatoi tipici della tradizione sepolcrale cappuccina. 

L'ultimo periodo di maggiore frequentazione dovrebbe risalire alla data riportata sul concio d'ingresso realizzato in blocchi sagomati di calcarenite: 1764.

Altrettanto complessa e articolata è la datazione degli affreschi. Il culto in queste chiese, già praticato in periodo pre-arabo, trovò l'apice durante la dominazione araba e normanna in Sicilia, tra il VII ed il IX secolo, noto come "periodo d'oro" dell'arte. A causa dell'intolleranza musulmana nei confronti dei cristiani del luogo, questi ultimi erano costretti a nascondersi per proseguire il proprio culto in aree interne della città; il fervore religioso e la ripresa pittorica in tale periodo sono testimoniate dai dipinti sovrapposti a quelli originali in stile greco-bizantino.